Voci nel tempo, di Franco Piavoli (Italia/1996)

di Girolamo Di Noto - Costruito su immagini di rara e a volte ricercata bellezza, Voci nel tempo รจ un piccolo gioiello del cinema italiano, complesso pur nella sua semplicitร  delle storie raccontate, che si concentra sui volti delle persone e sulla fisicitร  delle cose e non fa concessioni al sentimentalismo, ma dรก vita alle diverse fasi della parabola esistenziale, seguendo la ciclicitร  del tempo che giร  ne Il pianeta azzurro emergeva, attraverso alcuni versi di Lucrezio: "Il nascere si ripete/di cosa in cosa/e la vita/a nessuno รจ data in proprietร /ma a tutti in uso".

Colpita da improvviso benessere, di Franco Giraldi (1976)

di Laura Pozzi โ€œMa quanto sei belloโ€ฆma che bel ragazzo che รจโ€. Lo stupore fanciullesco e la commozione cristallina che hanno accompagnato Giovanna Ralli durante la consegna del David di Donatello alla sua straordinaria carriera, rappresenta il momento piรน autentico e significativo di una cerimonia avara di emozioni e priva di particolare mordente. Di fronte... Continua a leggere →

Una questione privata, di Paolo e Vittorio Taviani (2017)

di Andrea Lilli - "Le aveva sempre pensate, le colline, come il naturale teatro del suo amore - per quel sentiero con Fulvia, con lei su quella cresta, questo gliel'avrebbe detto a quella particolare svolta con tanto mistero dietro di essa... - e gli era invece toccato di farci l'ultima cosa immaginabile, la guerra."Beppe Fenoglio... Continua a leggere →

Film d’amore e d’anarchia – Ovvero “Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza…” , di Lina Wertmรผller (1973)

di Greta Boschetto - Gli uomini e le donne del film sono semplici esseri umani prima di essere partigiani, eroi o prostitute, e le loro azioni audaci provocano negli spettatori tenerezza e empatia (che nel finale potrebbero esplodere in lacrime, non sarร  strano ritrovarsi commossi).ย 

Le quattro giornate di Napoli, di Nanni Loy (Italia/1962)

di Girolamo Di Noto - Le quattro giornate di Napoli di Nanni Loy รจ un'opera di straordinario impegno civile, che racconta l'insurrezione della cittร  partenopea, dal 28 settembre al 1ottobre del 1943, contro la follia distruttiva nazista, la sollevazione di un popolo, spinto dallo sdegno e dal desiderio, di mettere fine alla violenza della guerra. Quattro giorni di una rivolta che liberรฒ Napoli dagli occupanti giร  prima dell'arrivo degli alleati.

La voglia matta, di Luciano Salce (1962)

di Bruno Ciccaglione - Cosรฌ come aveva โ€œinventatoโ€ una nuova carriera da attore per Ugo Tognazzi con Il federale, con La voglia matta Luciano Salce lancia la giovanissima โ€“ ancorchรฉ non debuttante โ€“ Catherine Spaak inย  ruolo che concorrerร  a definire i suoi primi anni di carriera, caratterizzati da ruoli da giovane spregiudicata tipici della nuova Italia dei primi anni โ€™60.

Divorzio all’italiana, di Pietro Germi (1961)

Nel precario equilibrio tra la soffocante calura di Agromonte e il refrigerio del piccolo ventilatore portatile nel Palazzo di famiglia, prende forma il piano uxoricida di Fefรฉ Cefalรน, unica via per avere Angela, la sua bella cugina sedicenne.

I giorni contati, di Elio Petri (1962)

di Bruno Ciccaglione - Al suo secondo lungometraggio, Elio Petri realizza il piรน esistenzialista dei suoi film, I giorni contati, con il quale mette in scena per la prima vita una delle ossessioni piรน forti e durature della propria vita: la paura della morte. Una paura tanto piรน tremenda, quanto piรน chiara รจ la consapevolezza, tipica del mondo contemporaneo neocapitalista, di quanto poco si sappia vivere.

I mostri, di Dino Risi (Italia/1963)

di Girolamo Di Noto - Solitamente quando si parla di "mostri" si tende a voler indicare esseri spaventosi e disumani, fuori dal comune, l'incarnazione di un Male che sembra provenire da lontano. Nel cinema di Dino Risi e non solo, i mostri hanno fattezze umane e un aspetto rassicurante, svolgono attivitร  lecite, hanno famiglia e prole, molti vizi e poche virtรน e fanno decisamente parte di un fulminante ritratto dell'Italia del boom economico, anni di entusiasmi e cambiamenti del costume, ma anche di tanta polvere nascosta sotto sfarzosi tappeti, squilibri e incertezze morali che, giร  da allora, cominciavano ad annunciare il degrado progressivo, veloce, inarrestabile della nostra societร .

Amico mio: un ritratto di Ugo Tognazzi nel centenario della nascita

Il 23 marzo di cento anni fa nasceva Ugo Tognazzi. Figlio di quel 1922 che ci ha regalato anche Gassman, Adolfo Celi, Pasolini e Carlo Lizzani, di Tognazzi ci mancano lo sguardo beffardo, l'aria spavalda, la luciditร  malinconica e senza sconti di chi ha sempre avuta chiara la fragilitร  e la debolezza del suo essere solo un uomo: ยซNei miei personaggi non cโ€™รจ un reale pentimento ma cโ€™รจ la desolazione, la disperazione in certi casi, e comunque un rimanere attonito di fronte alla manifestazione dei propri difetti.ยป

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