di Girolamo Di Noto "Ci sono film gradevoli, altri belli, alcuni magnifici. Questo era necessario" (Ado Kyron) Nessun documentario sull'Olocausto è stato così capace di rendere nella vera dimensione l'orrore e la paura ininterrotta come Notte e nebbia di Alain Resnais. In questo immenso film di 30 minuti, il regista francese ricostruisce i crimini commessi... Continua a leggere →
Van Gogh. Sulla soglia dell’eternità, di Julian Schnabel (2018)
di Marco Grosso Con “Van Gogh. Sulla soglia dell’eternità” il regista-pittore Julian Schnabel immerge il suo sguardo nelle piaghe psichiche di Van Gogh e sotto le pieghe più oscure e controverse dell’ultimo tratto della sua vita (in particolare dalla rottura con Paul Gaugin sino al giorno della sua morte). Al centro del film sta il... Continua a leggere →
Salvatore Giuliano, di Francesco Rosi (1962)
di Bruno Ciccaglione Anche a distanza di così tanti anni, Salvatore Giuliano di Francesco Rosi resta un film dalla bellezza mozzafiato. La sua forza è ancora dirompente, non tanto e non solo per la lucidità dell’analisi, l’accuratezza della ricerca con cui fu realizzato, la chiara posizione etica dell’autore, ma anche e soprattutto per il rigore... Continua a leggere →
Gatto nero, gatto bianco, di Emir Kusturica (1998)
di Girolamo Di Noto Nell'universo variegato e un po' folle di Kusturica, Gatto nero, gatto bianco, Leone d'argento a Venezia '98, emerge incontrastato come esempio di cinema surreale, magico. C'è qualcosa nel cinema del regista bosniaco che sprigiona una forza visiva e un'apertura di sguardo inconsuete. I suoi film non possiedono una chiave di lettura... Continua a leggere →
Persona, di Ingmar Bergman (1966)
di Loredana Castellana Persona è un film del 1966 ed è tra i più belli ed enigmatici del regista titano Ingmar Bergman. Opera dark, difficile e non necessariamente „comoda“, enigmatica e sperimentale, ma abbandonando un giudizio sintetico a tutti i costi, potremmo constatare che questo capolavoro cinematografico parla ad ognuno di noi, ai nostri pensieri... Continua a leggere →
Il traditore, di Marco Bellocchio (2019): una stroncatura
di Bruno Ciccaglione La cosa più sorprendente de Il traditore di Bellocchio è che il suo autore non si sia reso conto - o lo abbia consapevolmente accettato – del rischio di una apologia della mafia, che vince sempre e che sempre vincerà. Non a caso infatti, uno dei due consulenti scelti per assistere nella... Continua a leggere →
Arizona dream (Il valzer del pesce freccia USA/1992), di Emir Kusturica
di Laura Pozzi In principio fu Il valzer del pesce freccia. Orso d’argento al festival di Berlino 1993 il quarto travagliatissimo lungometraggio di Emir Kusturica vide luce e schermo solo nel 1998, quando una valorosa distribuzione decise di farlo (ri)circolare, variandone il titolo in Arizona dream dopo la seconda Palma d’oro (la prima nel 1985... Continua a leggere →
Departures, di Yojiro Takita (2008)
Per vedere ciò che è nei simboli naturali o nella musica, occorre fermarsi, affrontare con coraggio l’esistenza in una dimensione assoluta, accettarne i misteri, confidare nell’uguaglianza che quei misteri sentenziano irrevocabilmente per tutti gli esseri umani.
Jackie Brown, di Quentin Tarantino (USA/1997)
di Laura Pozzi Con un'iniezione di adrenalina sparata in pieno petto a Uma Thurman/Mia Wallace, Quentin Tarantino nel maggio del 1994 risveglia non solo la sua musa in overdose, ma l’intera cinematografia mondiale. Sotto lo sguardo glaciale eppur elettrizzato di un vecchio leone come Clint Eastwood che a capo della giuria di Cannes decide di... Continua a leggere →
La rabbia giovane (Badlands), di Terrence Malick (1973)
di Girolamo di Noto Da sempre il cinema ha rappresentato la tentazione di evadere, di fuggire da un mondo che ci sta troppo stretto, che ci opprime. Ci sono film, soprattutto americani, con sequenze di viaggi memorabili che hanno catturato l'occhio dello spettatore, immagini dove compaiono immense distese di terre piatte e polverose che si... Continua a leggere →