di Marzia Procopio Noi diciamo che al centro del mondo c’è un monte altissimo, il Sumeru. Intorno al Sumeru ci sono otto montagne e otto mari. Questo è il mondo per noi. Ci sono storie che andrebbero raccontate dalla fine, perché è alla fine che si rivela la domanda di senso che esse nascondono nel loro... Continua a leggere →
La Haine – L’odio, di Mathieu Kassovitz (1995)
di Margherita Loglio Migliore regia al Festival di Cannes 1995, La Haine - L’odio è il secondo lungometraggio di Mathieu Kassovitz, con V. Cassel, H. Koundé, S. Taghmaoui. Una banlieue raccontata con uno sguardo freddo e distaccato; un odio che non trova destinatario e si perde nel tempo e nello spazio di un giorno lunghissimo.... Continua a leggere →
Made in Hong Kong, di Fruit Chan (Hong Kong/1997)
di Girolamo Di Noto - Film crudo, pessimista, da non perdere perché di una bellezza struggente, destinato a diventare un cult, esempio sublime di poesia di disperazione urbana, di grande forza espressiva.
Pat Garrett e Billy Kid, di Sam Peckinpah (1973)
di Bruno Ciccaglione - Peckinpah sceglie di reinventare una storia leggendaria (in questo seguendo il Ford di L’uomo che uccise Liberty Valance), ma vuole tornare al western proprio per completare il suo definitivo distacco dai modelli del western classico che aveva già minato alle fondamenta.
Intrigo internazionale, di Alfred Hitchcock (Usa/1959)
di Girolamo Noto - Originale, brillante, sorprendente: il film è prima di tutto una lezione di stile, una storia raccontata con straordinaria maestria, capace di rendere efficace un pensiero attraverso la potenza delle immagini e dei suoni, abile nel riuscire a legare scene macabre con quelle da commedia, usando così la forza dell'ironia per smorzare la tensione.
Videodrome, di David Cronenberg (1981)
di Filippo Di Bella “Lo schermo televisivo ormai è il vero unico occhio della mente umana” Videodrome del 1981 è forse il film più visionario, disturbante e conturbante del regista David Cronenberg, che con questa pellicola raggiunge la massima espressione del cosiddetto “body horror”. In effetti, dopo la visione di Videodrome la percezione della nostra... Continua a leggere →
Poveri ma belli, di Dino Risi (1957)
di Roberta Lamonica Locandina Dopo sei insuccessi clamorosi al botteghino (tra cui Il Bidone di Fellini), Goffredo Lombardo, patron della TITANUS, decide di puntare su un film a basso budget, leggero, un film ‘romano’ scritto per ironia della sorte da Dino Risi (Il sorpasso, Una vita difficile, Il giovedì, Straziami ma di baci saziami, Profumo... Continua a leggere →
Forever young- Les amandiers, di Valeria Bruni Tedeschi (2022)
di Marzia Procopio La scorsa settimana è uscito nelle sale “Les Amandiers”, il film che Valeria Bruni Tedeschi aveva presentato a Cannes la scorsa primavera. Nei nostri cinema si chiama “Forever young”, e forse una volta tanto è un titolo che allarga il campo, e indica la vera intenzione della regista, l’omaggio sentito alla gioventù... Continua a leggere →
Parenti serpenti, di Mario Monicelli (1992)
di Greta Boschetto - Nessuno si salva nel gioco al massacro messo in scena da Monicelli, che sfrutta sapientemente il consueto repertorio della commedia italiana (le macchiette, i regionalismi, la sessualità) non per rendere più leggero il dramma a cui poco a poco assistiamo, ma per caricarlo di una violenza grottesca riuscitissima e tanto cara al regista.
The Tragedy of Othello, the Moor of Venice, di Orson Welles (1952)
di Roberta Lamonica L'adattamento cinematografico dell'Othello di Shakespeare, progetto che Welles volle fortissimamente e al cui processo di lavorazione avrebbe dedicato in seguito il documentario “Filming Othello”, potremmo definirlo il suo “claim to immortality”; Welles passò quattro anni alla ricerca dei fondi per finanziare l'Othello e per questo preciso motivo prestò il suo genio come... Continua a leggere →