Mentre le qualità dello slow food hanno da tempo conquistato un vasto pubblico, si sta affermando anche il genere dello slow movie. Gustati con calma e con il giusto approccio, sia l’uno che l’altro sono molto digeribili e nutrono corpo, cervello e anima.
Fuori orario, di Martin Scorsese (1985)
Di A.C. Dalla sceneggiatura scritta da uno studente della Columbia University Martin Scorsese ottenne l’ispirazione e gli input creativi in un momento di grande crisi professionale e creativa convertendo le sue frustrazioni personali del periodo nella creazione di un’opera dalle tinte kafkiane, e di fatto la più bizzarra, originale e divertente della propria filmografia.Un viaggio... Continua a leggere →
Niente di nuovo sul fronte occidentale, di Edward Berger (2022)
di Bruno Ciccaglione - Il romanzo di Remarque, riletto oggi dal punto di vista di quella parte della cultura tedesca che ha saputo fare i conti con la propria storia, è un film radicalmente contro la guerra e contro i nazionalismi.
Notte italiana, di Carlo Mazzacurati (Italia/1987)
di Girolamo Di Noto - Notte italiana ha come protagonista un avvocato padovano, Otello Morsiani (Marco Messeri) che viene mandato nel Polesine per una perizia. Resta incantato dagli orizzonti desolati della pianura, dalla tranquillità di quel lembo di provincia che sembra fermo agli anni Cinquanta.
But i’m a cheerleader: il dis-orientamento sessuale del “cult queer movie” di Jamie Babbit
di Greta Boschetto - But I'm a cheerleader è un vero e proprio cult moderno: divertente e leggero in maniera intelligente, questa pellicola parla di orientamento sessuale e identità di genere in modo ironico, usando gli stereotipi sull'omosessualità a proprio favore, come ad esempio l’uso accentuato dei colori per sottolineare la differenza di genere.
Il bell’Antonio, di Mauro Bolognini (Italia/1960)
di Girolamo Di Noto Tra i tanti registi del nostro cinema che hanno attinto senza riserve alla letteratura, va ricordato senz'altro Mauro Bolognini. Colto e preparato, ingiustamente considerato un mediocre imitatore di Visconti, lavorò per Moravia, Pratolini, Pasolini, Svevo, ma il suo primo grande lavoro tratto da un'opera letteraria fu Il bell'Antonio, dal romanzo di... Continua a leggere →
Triangle of sadness, di Rubén Östlund (2022)
di Roberta Lamonica È al suo primo weekend al cinema Triangle of Sadness, il film vincitore della Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes.Dopo il folgorante Forza Maggiore e il provocatorio The Square (anch’esso vincitore sulla Croisette) che metteva alla berlina la vacuità e la superficialità del mondo che gira intorno all’apprezzamento estetico e al gusto... Continua a leggere →
The general (Come vinsi la guerra), di Buster Keaton e Clyde Bruckman (1926)
di Bruno Ciccaglione - Keaton costruisce i suoi film staccandosi nettamente dalla comicità delle “torte in faccia”, costruendo personaggi e storie in ambienti sempre diversi e gag che hanno strutture complesse, che si duplicano, si replicano e si rovesciano nel corso del racconto – dando ad esso così una maggiore unità. Tutte queste caratteristiche sono esaltate in The general (Come vinsi la guerra), che sarà un fiasco dal punto di vista commerciale, ma che oggi è acclamato come uno dei suoi capolavori.
Little Sister, di Hirokazu Kore’eda (2015)
Di A.C. Sachi, Yoshino e Chika, tre sorelle che condividono lo stesso appartamento e l’assenza di un padre, appena deceduto, che diversi anni prima ha abbandonato il tetto familiare per una nuova convivenza.In occasione del funerale del genitore fanno la conoscenza della sorellastra quattordicenne, Suzu, con cui instaurano immediatamente un legame che porterà l’adolescente a... Continua a leggere →
Angoscia, di George Cukor (Usa/1944)
di Girolamo Di Noto - "Angoscia" rappresenta forse l'esempio più significativo di integrazione della condizione interiore della protagonista con l'impianto scenografico. Con una tensione che cresce sempre più, Cukor è abile nel tratteggiare Paula come una sagoma senza contorni, umiliata, avvilita, che si aggira in una casa si rivela soffocante, con stanze e corridoi vuoti che sembrano gabbie, oscuri meandri della sua psiche degradata.