di Fabrizio Spurio "È difficile per me credere che un essere umano possa aver fatto ciò che ho fatto, ma so che l'ho fatto". -Jeffrey Dahmer. Netflix propone questa serie, divisa in 10 puntate, che ci mostra le vicende che ruotano intorno al caso di Jeffrey Dahmer, il mostro (o cannibale) di Milwaukee. Dahmer uccise... Continua a leggere →
DAHMER – Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer, serie tv di Ryan Murphy e Ian Brennan (2022)
di Laura Sabatino - La serie Dahmer riesce a non essere l'ennesimo tentativo di frugare e rievocare l’orrore dei delitti di un serial killer, restituendo alle vittime corpo e anima e dando al dolore della perdita un peso centrale nella storia.
Perché si uccide un magistrato, di Damiano Damiani (1974)
di Bruno Ciccaglione - Turbato dalla morte del procuratore di Palermo Scaglione, Damiani realizza Perché si uccide un magistrato, un melodramma morale con cui sembra esprimere la propria crisi e confusione.
Sole, di Carlo Sironi (Italia 2019)
di Nicole Cherubini - “Sole” è un film che si prende il suo tempo e che a prima vista può apparire monocorde nella recitazione e troppo freddo nell’estetica. Tuttavia, guardandolo per intero, si comprende come il regista lo abbia concepito proprio così, come una conchiglia che si apre lentamente.
Giungla d’asfalto, di John Huston (Usa/1950)
di Girolamo Di Noto - Giungla d'asfalto, uno dei migliori noir di John Huston, prototipo dei film di rapina che influenzerà molto cinema a venire tra cui il bellissimo e teso Rapina a mano armata di Stanley Kubrick, non è solo la storia di un colpo grosso organizzato in una gioielleria da una banda di scalmanati, ma è anche soprattutto un'amara parabola sull'avidità umana, una malinconica elegia dei perdenti.
Siccità, di Paolo Virzì (2022)
di Roberta Lamonica Presentato fuori concorso a Venezia 79, Siccità di Paolo Virzì è un film sorprendente, di certo ambizioso e coraggioso. Un ‘disaster movie’ nostrano con il nostro modo antieroico di affrontare la miseria umana e la nostra spesso insospettabile capacità di sopportare, accettare e in qualche modo ripartire nel percorso accidentato della vita.... Continua a leggere →
Giulia, di Ciro De Caro (2021)
Erano anni che non vedevo un film italiano così ben realizzato: forse anche in virtù delle esigue risorse necessarie per la sua produzione, Giulia raggiunge l’essenza di un racconto in levare che vibra per tutta la sua durata con l’animo di chi lo guarda, annullando la distanza tra ciò che mostra e ciò che fa sentire.
L’immensità, di Emanuele Crialese (2022)
di Roberta Lamonica Da “Terraferma” a “Nuovomondo”, ho sempre fatto film sulle migrazioni, sulle transizioni anche da un luogo all’altro. C’è molta trasfigurazione, non giro documentari, è la mia esperienza di vita. (E. Crialese) Presentato in concorso alla 79° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e distribuito da Warner Bros. Pictures, L’immensità è... Continua a leggere →
IL SIGNORE DELLE FORMICHE di Gianni Amelio (Italia 2022)
di Simone Lorenzati Gli esperti di mirmecologia sanno che gli operosi insetti che troviamo ovunque hanno due stomaci, uno per sé e l’altro destinato alla condivisione col resto della colonia (chiamato per questo “stomaco sociale”). Il Signore delle formiche, il film di Gianni Amelio recentemente in Concorso alla 79ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia,... Continua a leggere →
Irene Papas: un ricordo
di Roberta Lamonica "C'è una specie di disperazione per cui non puoi più essere triste. Dove non puoi più sopportare il dolore. Ogni uomo che è consapevole del suo destino sa quando suona la campana. Il tempo sta finendo. Ti rendi conto di essere nato quando non volevi, abiti in un corpo che non conosci... Continua a leggere →