di Marzia Procopio ร disponibile su Netflix BlacKkKlansman, di Spike Lee, Gran Premio della giuria a Cannes nel 2018, che si apre su una spiaggia piena di feriti di guerra per poi lasciare subito il posto alla predica di Kennebrew Beauregard, il villain interpretato da un magnifico Alec Baldwin che a fine anni โ50 sciorina,... Continua a leggere →
Guarda chi si vede, di Riccardo Camilli (2022)
di Laura Pozzi "L'anima รจ una parola, รจ un concetto Non รจ normale vederla sul letto Vederla e fare finta di niente" Anima - Ron Per i nostalgici degli anni ottanta, Guarda chi si vede รจ un album pubblicato da Ron nel 1982. Un disco di grande successo e raffinato spessore artistico nobilitato dalla presenza... Continua a leggere →
Chaser, di Na Hong-Jin (Corea del Sud, 2008)
di Girolamo Di Noto - Se c'รจ una qualitร che non si puรฒ negare al regista coreano Na Hong-jin รจ quella del coraggio. Ce ne vuole infatti di coraggio, di faccia tosta, di ambizione, soprattutto se si รจ esordienti, per raccontare, con una durezza inconsueta, una delle storie piรน raccapriccianti che la Corea del Sud abbia vissuto.
Un tranquillo posto di campagna, di Elio Petri (1968)
di Bruno Ciccaglione - Unโesplosione di colori e suoni che proviene direttamente dal genio creativo e folle di un pittore di arte contemporanea, unโatmosfera malata in cui si mescolano perversamente consumismo, erotismo mercificato e pulsioni omicide, le illusioni di un ritorno alle origini per unโarte completamente asservita al sistema di potere dominante: Un tranquillo posto in campagna รจ questo e molto di piรน.
Christian, di Stefano Lodovichi – serie Tv Sky (2022)
di Roberta Lamonica Locandina Christian, la supernatural crime dramedy che non ti aspetti Liberamente tratto dalla graphic novel Stigmate, scritta da Claudio Piersanti e Lorenzo Mattotti e edita da Logos Edizioni, Christian รจ una crime dramedy a tinte fosche che a tratti strizza lโocchio al pulp, ideata da Roberto โSakuโ Cinardi e nata da un... Continua a leggere →
Kukushka – Disertare non รจ reato, di Aleksandr Rogozhkin (2002)
di Andrea Lilli - Una donna, due uomini, tre lingue distanti tra loro: basterebbe anche meno per fare una guerra, come sappiamo dall'Iliade in poi, o almeno un delitto passionale, ma qui succede il contrario. Si depongono le armi, si fa amicizia, si fa lโamore. Siamo nella Lapponia finlandese; settembre 1944, la seconda guerra mondiale... Continua a leggere →
Lost souls in Las Vegas: Hard Eight (Sidney, 1996) e The card counter (Il collezionista di carte, 2021)
di Alberto Scalcon Remembering James Brogan Aveva ragione il papร di Monty Brogan nel suo indimenticabile flusso di coscienza, poetico epilogo della 25a ora, a dire che nelle cittร del deserto ti puoi rifare una vita da zero. Ma chi ha perso lo stimolo o la forza per ricominciare, nel deserto preferisce semplicemente fuggire senza... Continua a leggere →
La Storia Infinita (1984) di Wolfgang Petersen
di Fabrizio Spurio "Non si รจ ancora reso conto di fare giร parte della Storia Infinita"... Nel 1984 arriva sugli schermi il mondo fantastico creato da Petersen. Questo film diventerร nel tempo uno dei capisaldi del genere fantasy, insieme ad altre due pellicole che lo seguiranno da li a pochi anni: "Legend" (1985) diretto da... Continua a leggere →
Il Nastro Bianco, di Michael Haneke (2009)
di Laura Pozzi Che si tratti di un nastro bianco, di una bandiera rossa, di un lasciapassare verde (o per stare al pass coi tempi โgreenโ), lโaberrante e folle strategia dei colori si ripropone indisturbata nel corso della storia, portando con se una feroce e pericolosissima deriva autoritaria edulcorata dalle sfumature del colore prescelto. Michael... Continua a leggere →
SONO NATO, MA, di Yasujiro Ozu (Giappone/1932)
di Girolamo Di Noto Tra le esperienze memorabili che ogni cinefilo vive, momenti che non si dimenticano e nel tempo costruiscono le nostre private storie d'amore col cinema, meritano certamente un'attenzione particolare i film di Yasujiro Ozu, "il piรน giapponese dei registi giapponesi ", punto di riferimento di tanti cineasti, a partire da Bresson, Antonioni e soprattutto il primo Wenders, che al regista nipponico dedicherร un omaggio sentito in un suo documentario, Tokyo-ga. Il drammaturgo texano John Murrel, dichiarando in un'intervista il grande apprezzamento per l'opera del grande regista, forse ha ha dato la migliore definizione inquadrandolo come "un austero cartografo del cuore umano".