di Laura Pozzi Durante la visione di Belfast si ha come l’impressione di sfogliare un vecchio album di foto, dove i ricordi prendono il sopravvento e la nostalgia pervade ogni singola istantanea caduta sotto i nostri occhi, magari un poco lucidi per l’emozione che non siamo riusciti a trattenere. Succede che superata una certa età... Continua a leggere →
Morte a Venezia, di Luchino Visconti (1971)
di Federico Bardanzellu. In un precedente articolo abbiamo definito “Il Gattopardo” il miglior film di Visconti, al pari di “Ludwig”. Facciamo ammenda. Perché “Morte a Venezia” può stare benissimo alla pari con i due film citati, a completamento di un trittico d’eccezione. Anch’esso, come “Il Gattopardo” ebbe la fortuna di un soggettista d’eccezione. In questo... Continua a leggere →
Bersaglio di notte, di Arthur Penn (Usa/1975)
di Girolamo Di Noto - Nulla è come sembra in questo thriller crepuscolare: momenti malinconici si alternano a scatti di adrenalina pura, superfici riflettenti, specchi deformanti, inquadrature filtrate dall'acqua rimandano ad una verità parziale, sempre sfuggente, sconnessa con la realtà
Licorice Pizza, di Paul Thomas Anderson (2021)
di Bruno Ciccaglione - Il movimento della corsa, fianco a fianco o l’uno verso l’altro dei due protagonisti, sembra quello più caratteristico di tutto il film e infatti nel finale Paul Thomas Anderson rimonta, in modo forse un po’ didascalico, le scene in cui i due hanno corso nei vari momenti della storia. C’è tutta l’energia giovanile del ragazzo brufoloso Gary (Cooper Hoffman) e quella più matura ma non meno determinata di Alana (Alana Haim), in questo correre al massimo della velocità possibile e soprattutto c’è tutta la spensieratezza di un’epoca, l’inizio degli anni `70, che è forse la vera protagonista di Licorice Pizza..
Conflitto di classe, di Michael Apted (Class Action, USA 1991)
Non c’è nulla di più difficile che processare sé stessi valutando senza pregiudizi gli argomenti dell’accusa e quelli della difesa, ma è proprio questo che devono fare i due avvocati contendenti, padre e figlia, prima isolatamente, poi insieme, mentre continuano a battersi in aula e fuori sul caso Argo. Grande prova di Gene Hackman e Mary Elizabeth Mastrantonio, in un conflitto legale che è anche generazionale.
Fedeltà di Andrea Molaioli e Stefano Cipani (2022)
In fondo la risposta a queste domande è talmente semplice che è impossibile sbagliarsi: capiamo subito cosa stiamo guardando, possiamo anticiparne ogni passo. Persino le pause per scrollare sul telefono sono perfettamente incastonate al termine dei momenti di pathos (basito/preoccupato, primo piano, nero).
BlacKkKlansman, di Spike Lee (2018)
di Marzia Procopio È disponibile su Netflix BlacKkKlansman, di Spike Lee, Gran Premio della giuria a Cannes nel 2018, che si apre su una spiaggia piena di feriti di guerra per poi lasciare subito il posto alla predica di Kennebrew Beauregard, il villain interpretato da un magnifico Alec Baldwin che a fine anni ‘50 sciorina,... Continua a leggere →
Guarda chi si vede, di Riccardo Camilli (2022)
di Laura Pozzi "L'anima è una parola, è un concetto Non è normale vederla sul letto Vederla e fare finta di niente" Anima - Ron Per i nostalgici degli anni ottanta, Guarda chi si vede è un album pubblicato da Ron nel 1982. Un disco di grande successo e raffinato spessore artistico nobilitato dalla presenza... Continua a leggere →
Chaser, di Na Hong-Jin (Corea del Sud, 2008)
di Girolamo Di Noto - Se c'è una qualità che non si può negare al regista coreano Na Hong-jin è quella del coraggio. Ce ne vuole infatti di coraggio, di faccia tosta, di ambizione, soprattutto se si è esordienti, per raccontare, con una durezza inconsueta, una delle storie più raccapriccianti che la Corea del Sud abbia vissuto.
Un tranquillo posto di campagna, di Elio Petri (1968)
di Bruno Ciccaglione - Un’esplosione di colori e suoni che proviene direttamente dal genio creativo e folle di un pittore di arte contemporanea, un’atmosfera malata in cui si mescolano perversamente consumismo, erotismo mercificato e pulsioni omicide, le illusioni di un ritorno alle origini per un’arte completamente asservita al sistema di potere dominante: Un tranquillo posto in campagna è questo e molto di più.