La voglia matta, di Luciano Salce (1962)

di Bruno Ciccaglione - Così come aveva “inventato” una nuova carriera da attore per Ugo Tognazzi con Il federale, con La voglia matta Luciano Salce lancia la giovanissima – ancorché non debuttante – Catherine Spaak in  ruolo che concorrerà a definire i suoi primi anni di carriera, caratterizzati da ruoli da giovane spregiudicata tipici della nuova Italia dei primi anni ’60.

I mostri, di Dino Risi (Italia/1963)

di Girolamo Di Noto - Solitamente quando si parla di "mostri" si tende a voler indicare esseri spaventosi e disumani, fuori dal comune, l'incarnazione di un Male che sembra provenire da lontano. Nel cinema di Dino Risi e non solo, i mostri hanno fattezze umane e un aspetto rassicurante, svolgono attività lecite, hanno famiglia e prole, molti vizi e poche virtù e fanno decisamente parte di un fulminante ritratto dell'Italia del boom economico, anni di entusiasmi e cambiamenti del costume, ma anche di tanta polvere nascosta sotto sfarzosi tappeti, squilibri e incertezze morali che, già da allora, cominciavano ad annunciare il degrado progressivo, veloce, inarrestabile della nostra società.

Il padre di famiglia, di Nanni Loy (1967)

di Girolamo Di Noto Il padre di famiglia appartiene ad un'epoca d'oro del cinema italiano, quando registi del calibro di Monicelli, Scola, De Sica rappresentavano il nostro paese con grande realismo, ironia e profondità. Il film di Nanni Loy rientra di diritto nel gruppo di coloro che partono da un'analisi attenta della realtà perché rimane... Continua a leggere →

Straziami ma di baci saziami, di Dino Risi (1968)

di Roberta Lamonica Locandina Premessa Contro il capitalismo e la sua cultura, la Chiesa, la politica, il ruolo della donna, e non solo: il '68 annusò l'odore di cambiamento, il bisogno di ridefinire i modelli di convivenza civile e travolse con la sua forza rivoluzionaria un'intera generazione. Non furono immediati i mutamenti, ma lenti e... Continua a leggere →

L’ingorgo, un’umanità in attesa

di Greta Boschetto L’ingorgo è un film di Luigi Comencini del 1978 con, tra i tanti, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli, Ugo Tognazzi, Angela Molina, Fernando Rey, Annie Girardot, Ciccio Ingrassia e Gérard Depardieu.  “L’umanità fa schifo!” Montefoschi (Marcello Mastroianni) È estate piena a Roma, sul Grande Raccordo Anulare. Una giornata come tante, macchine che sfrecciano... Continua a leggere →

La bambolona, di Franco Giraldi (1968)

di Bruno Ciccaglione La bambolona, a dispetto di un titolo che sembra strizzare l’occhio a un pubblico in cerca di atmosfere pruriginose, è un film che meglio di altri rivela la sottile intelligenza e l’impegno del suo autore, Franco Giraldi, scomparso il 2 dicembre 2020 a 89 anni, anche lui vittima del Covid. Anche grazie... Continua a leggere →

La grande abbuffata, di Marco Ferreri (1973) – Cene e beffe

di Michela Pellegrini “Là dove si sente la merda, si sente l'essere. L'uomo avrebbe potuto benissimo non andare di corpo, non aprire la tasca anale, ma ha scelto di andare di corpo come avrebbe scelto di vivere invece di acconsentire a vivere morto.” La grande abbuffata (1973), per forza e potenza sembra rappresentare all’interno della... Continua a leggere →

La vita agra, di Carlo Lizzani (1964)

di Girolamo Di Noto Molteplici ragioni possono indurre un regista a cimentarsi nell'adattamento di un romanzo per un proprio film. Ciò che ha spinto Carlo Lizzani a mettere in scena La vita agra di Luciano Bianciardi è stato il fascino che il testo ha esercitato su di lui. Nel romanzo Bianciardi, con l'acume e l'ironia... Continua a leggere →

Amici Miei (1975), di Mario Monicelli

di Carla Nanni "Alla fine della notte Firenze sembra dormire ancora. Il Perozzi, giornalista e capo redattore di cronaca va a prendere un caffè al bar. I cornetti freschi non sono arrivati e nel locale si respira fumo e si sentono le voci delle puttane che hanno staccato da poco il turno. Il buon Perozzi... Continua a leggere →

Romanzo popolare, di Mario Monicelli (Italia 1974)

di Bruno Ciccaglione Il dialogo improvvisato sulla scala minore tra chitarra acustica e piano elettrico, contrappuntato dalle frasi nervose della batteria, crea un’atmosfera di sospensione del tempo, un tappeto di cui riconosciamo gli elementi ma che risulta instabile. Quando la rarefazione armonica di un accordo alterato raggiunge il registro più alto, la voce di Jannacci... Continua a leggere →

Blog su WordPress.com.

Su ↑