La casa dei matti – Dom Durakov, di Andrej Konchalovskij (Russia 2002)

di Andrea Lilli –

Sabato 5 marzo 2022, ore 18.33 – Ucraina: sequestrato ospedale psichiatrico con 670 pazienti
Le forze russe hanno sequestrato un ospedale psichiatrico dove risiedono 670 persone a Borodyanka, a circa 60 km da Kiev. Lo riferisce il governatore della regione Oleksiy Kuleba, citato dal Guardian. «Sono persone con esigenze speciali, necessitano di aiuto costante, molti di loro sono stati costretti a letto per anni. Stanno finendo l’acqua e le medicine», aggiunge. Secondo fonti locali, gli assalitori sarebbero forze cecene arrivate e i contatti con l’istituto sono interrotti.

(Corriere.it)

Oggi il conflitto russo-ucraino, ieri quello russo-ceceno. I titoli di testa ci avvertono che La casa dei matti si basa su una storia vera. Nel 1996, durante la prima guerra cecena, un ospedale psichiatrico situato al confine con l’Inguscezia, abbandonato dagli assistenti, viene occupato prima dai soldati ceceni, poi da quelli russi. Mentre infuria lo scontro i degenti restano perlopiù illesi. Poiché la storia si ripete, speriamo che anche stavolta sopravvivano. I matti ci stanno sempre. Quelli disarmati sotto cura, e quelli molto più pericolosi che credono di essere sani solo perché le armi le usano e le fanno usare, magari cantando l’inno patriottico russo:

Russia — il nostro Paese sacro,
Russia — la nostra terra amata.
Una potente volontà, una grande fama
Sono il tuo patrimonio per tutti i tempi.
Sii gloriosa, nostra Patria libera,
Unione eterna di popoli fratelli,
Saggezza ereditata dai nostri antenati!
Sii gloriosa, patria, siamo fieri di te!
Dai mari del sud al circolo polare
Si estendono i nostri boschi e i campi.
Tu sei unica al mondo, sei inimitabile,
Terra natìa protetta da Dio.

Dio, Patria, Famiglia (fratelli, antenati). Alati versi scritti nel 2000, su incarico dell’allora nuovo presidente russo Vladimir Putin. Fu lui a commissionarli al poeta Sergej Michalkov, ex deputato del Soviet Supremo, padre di Andrej Konchalovskij e Nikita Michalkov. Fu la terza volta che il vecchio Michalkov venne chiamato a comporre il testo dell’inno nazionale, la prima era stata con Stalin nel 1943. Lo stile artistico dei due figli cineasti, per fortuna, non ha ereditato nulla della magniloquente saggezza dell’antenato, così retorico e ipocrita sull’unione eterna di popoli fratelli.

Julia Vysotskaya e Andrej Konchalovskij

Andrej Konchalovskij, che ha preferito disfarsi del cognome paterno adottando quello materno, dopo dieci anni di conservatorio iniziò una carriera di pianista da concerto. Poi frequentò la VGIK, la Scuola statale di cinematografia, dove incontrò Andrej Tarkovskij, per il quale scrisse la sceneggiatura de L’infanzia di Ivan e di Andrej Rublev. Konchalovskij ha realizzato pellicole molto diverse tra loro; sperimentandosi in più generi e lavorando anche negli USA ha tracciato un percorso multiforme, creativo quanto sospetto per i censori, prima sovietici, poi russi.

con Bryan Adams

La casa dei matti vinse il Leone d’argento – Gran premio della giuria al Festival di Venezia. È un film eccentrico, coraggioso e leggero, che vede la partecipazione del cantante Bryan Adams nel ruolo di sé stesso. Entriamo in un allegro sanatorio psichiatrico attraversato dalla follia di uno dei più sanguinosi conflitti conseguenti alla disgregazione dell’Unione Sovietica: la prima guerra tra russi e ceceni. Protagonista è la schizofrenica Zhanna (l’attrice Yuliya Vysotskaya, moglie del regista), fisarmonicista ottimista, devota innamorata di Bryan Adams. Sogna di amarlo corrisposta, di averlo spesso accanto sorridente mentre le canta il tormentone Have You Ever Really Loved A Woman? (1995). A sua volta la ragazza viene sognata e adorata (ovviamente non corrisposta) da un altro paziente, Ali, poeta inquieto stregato dai suoi baci.

come Rosalba in Pane e tulipani (2000)

Zhanna ha un bel carattere, è socievole, sensibile all’altrui disagio, inseparabile dalla sua fisarmonica. Sa suonare solo una polka, che le basta ad allontanare pensieri cupi e a scongiurare il peggio nelle tensioni della convivenza. Gli ospiti sono una ventina di strambi e teneri personaggi degni del nido del cuculo di Forman, tutti innocui tranne un piromane islamico. All’arrivo dei primi soldati il personale sparisce. I matti lasciati ad autogestirsi, prima fraternizzano con i militari ceceni, poi riescono a cavarsela coi russi. I due plotoni nemici hanno anche un’occasione di confronto diretto, durante il quale il regista ironizza sulla corruttibilità degli eroi. Il comandante russo però riconosce in quello ceceno un ex compagno di guerra in Afghanistan, e con lealtà salda un vecchio debito di riconoscenza. Zhanna invece rischia seriamente di tradire Bryan con il soldato ceceno Ahmed, e forse lo farà davvero.

Per amare davvero una donna
Per capirla
Devi conoscerla nel profondo
Ascoltare ogni pensiero
Guardare ogni sogno
E darle le ali
Quando vuole volare

(Bryan Adams)

Intanto si veste da sposa. Ma prima di capire chi sarà il suo uomo dovrà soffrire, ferirsi, vedere scorrere il sangue, il suo e l’altrui. Abile equilibrista sentimentale, osservatore empatico e acuto, anche cinico ma meno caricaturale di Fellini, Konchalovskij scherza delicatamente col fuoco. Il suo stile secco e stralunato vince la sfida: un’indagine tragicomica sull’amore necessario, e sul suo opposto: la guerra. Su chi sono i veri pazzi da legare.


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