‘L’appartamento’(1960), di B. Wilder

di A. C.

“- Lo specchio è a pezzi.

– Sì, lo so, mi piace così: mi ci vedo come mi sento.”

C.C. Baxter (Lemmon) è un ingenuo scapolo e contabile di una compagnia di assicurazioni, il quale presta il proprio appartamento ai suoi superiori per le loro scappatelle extraconiugali al fine di ottenere un avanzamento di carriera.

Nonostante i numerosi problemi che ciò gli comporta nei rapporti coi vicini, lo stratagemma favorisce il suo scopo fino alla complicazione: si innamora della dolce ascensorista Fran (McLaine) per poi scoprire che è l’amante infelice del direttore dell’azienda, anch’egli sposato e fruitore dell’appartamento di Baxter.

La commedia di Wilder è un attualissimo spaccato che illustra una società macchiata dal malcostume e dall’arrivismo, in cui l’uomo medio si trova spesso a scendere a compromessi di ogni tipo pur di scalarne i gradini. Baxter e Fran potrebbero amarsi e star bene insieme ma entrambi sono schiavi delle logiche dell’azienda. Entrambi vogliono essere qualcosa per il ‘boss’: lei, la moglie; lui, l’assistente. Pur stemperato da toni leggeri, risulta un affresco amaro in cui non vi sono vincitori ma solo perdenti e farabutti.

Tra battute memorabili e sequenze scolpite nell’immaginario collettivo (come il giro di chiamate di Lemmon con i suoi “clienti” in agenda o gli spaghetti scolati con la racchetta) il film racchiude un perfetto amalgama di malinconia, umorismo, romanticismo e cinismo e rappresenta un modello esemplare di quella commedia agrodolce di cui Wilder dimostrò di essere un impeccabile narratore cinematografico.

Splendida la scelta della camera da letto di Baxter come centro focale del film, fulcro intorno a cui si definiscono le esistenze di tutti i personaggi. Eccelso lavoro di sceneggiatura di Wilder e I.A.L. Diamond e perfettamente in sintonia il duetto Lemmon-McLaine, azzeccatissimi volti di due anime in pena alla ricerca di una felicità che solo nella reciproca compagnia riescono a percepire.

Tutt’oggi uno dei massimi risultati di Wilder, cineasta che con la sua sensibilità adulta mostra personaggi adulti, appesantiti dalle prove della vita, inchiodati al lavoro che dà loro da vivere. Picco inarrivabile della commedia americana.

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