Joker: la follia di una vittima, il sorriso della sofferenza.

di Corinne Vosa

joker_nuovtrailer

“Per tutta la vita non ho mai saputo se esistevo veramente… ma esisto e le persone iniziano a notarlo…”

Cosa si cela dietro una risata isterica? E forse in generale in un sorriso? Joker non è un film sull’antagonista di Batman, bensì sulla solitudine, l’emarginazione e la fragilità umana. Esplora il tema del malessere di vivere, che diviene puro tormento per coloro che sono percepiti come diversi e “strani”, isolati e condannati già in vita all’oblio. Coloro a cui a forza di essere ignorati e calpestati per tutta la vita sembra di non esistere. I pagliacci della società, sempre fuori posto, come una risata eccessiva in un mondo di apparenze che pretende l’esibizione di un perenne sorriso equilibrato; ma per quanto il dolore sia sgradito esiste, radicato nelle profondità dell’essere, e non sarà possibile affossarlo per sempre.

joker 8.jpg

Joker travalica completamente i confini del genere cinecomic e si rivela un film d’arte, fortemente autoriale e dannatamente introspettivo. Nonostante alcuni riferimenti all’universo Batman il film vive totalmente di vita propria, rivalorizzando finalmente quel potenziale psicologico della DC ultimamente piuttosto inespresso al cinema e ponendosi in totale antitesi rispetto ai blockbuster Marvel. È un film crudo e viscerale, intenso e trasgressivo, che si dilata in tempi lunghi e gioca con le regole del genere sovvertendo ogni parametro. Un atto di ribellione che si concilia perfettamente con le tematiche proposte, riallacciandosi idealmente a V per Vendetta, ma focalizzandosi sul tema della pazzia. C’è tanto di Scorsese, in particolare il richiamo a Taxi Driver e Re per una notte, nonché la presenza dello stesso De Niro, ma Joker ha anche una sua identità ben precisa e i continui rifermenti cinefili non ne deturpano certo la bellezza e la modernità, viceversa lo rafforzano.

joker_ver9_xxlg-1-768x384

È inutile girarci intorno: Joaquin Phoenix è straordinario, anzi di più. Non che sia una novità, è indubbiamente uno dei migliori attori di cinema dei nostri giorni e qui lo conferma pienamente, dando corpo e anima a un Joker più che mai complesso e umanamente toccante. Nella sua interpretazione la corporeità ha un ruolo quanto mai essenziale, una tacita danza pronta a manifestarsi in tutta la sua potenza spirituale: la danza per Arthur (Joker) è sia pura espressione del sé, un momento intimo e privato in cui vivere pienamente il proprio essere giungendo a un’estasi dei sensi, che una miracolosa opportunità per ritrovare l’equilibrio con il mondo. Phoenix con i suoi gesti fluidi sembra dominare infatti l’aria e gli elementi della natura, come un mago danzante o il direttore di un’orchestra invisibile; una gestualità rigenerante che lo pone in armonia con l’universo, offrendogli una pace interiore che può trovare solo in se stesso e non in un sistema cinico e crudele.

joker d

Joker è poesia. Un dramma spietato e coinvolgente dove il riso è un atto di dolore lacerante che deforma il viso di Phoenix, pagliaccio e bestia maltrattata. C’è posto in questo mondo per la fragilità? La pellicola di Todd Philips racconta il metaforico riscatto degli emarginati in un mondo privo di compassione. La mancanza di empatia perseguita il protagonista e lo trasforma in un mostro a cui paradossalmente va tutta la nostra solidarietà. Arthur è inizialmente disconnesso dalla realtà, incapace di comprenderne le dinamiche complesse e spesso controverse; un essere umano mostrato in tutta la sua imperfezione, malato e goffo, di cui ci innamoriamo della fragilità, trasparenza e ingenuità. Una figura sorprendentemente quasi cristologica, martoriata e condannata a una via crucis quotidiana di derisione, sopraffazione e violenza fisica. La stessa fisicità assunta da Phoenix, dimagrito notevolmente, la posizione delle braccia e il movimento al di dentro delle spalle evocano il supplizio della croce. Joker è però una vittima sacrificale che non riscatta l’umanità attraverso l’amore, ma con la potenza dionisiaca e sovversiva della pazzia.

joker 6

Nel genere cinecomic l’unico parallelo realmente valido è con la trilogia di Nolan, non perché tratti di Batman e dello stesso Joker, ma per l’interesse verso gli abissi dell’animo e la grande capacità di renderne la profondità attraverso atmosfere cupe e una regia eccezionale. Se Il cavaliere oscuro pur nella sua artisticità indiscussa appartiene totalmente al genere in questione, Joker di fatto è un film che ci si ispira senza esserlo. Ovviamente segna un’evoluzione portentosa nel percorso di crescita di questo villain nell’immaginario cinematografico: da semplice, seppur sublime, antagonista a scomodo antieroe dark. Se il Joker di Jack Nicholson era il brillante e carismatico nemico di Batman, già con Heath Ledger in Il cavaliere oscuro qualcosa era cambiato e si percepiva l’immenso spessore di un personaggio che racchiudeva la perversa saggezza del male, così come il suo potenziale da protagonista. Ora il momento è arrivato e il fenomeno Joker è di nuovo esploso grazie a questo film stupefacente e alla prova attoriale da brividi di Phoenix. Joker di Todd Philips è forse ciò di cui c’era bisogno per completarne veramente la figura, andare a fondo e intraprendere un viaggio nell’oscurità della psiche. Chi è l’uomo dietro quel diabolico sorriso?

joker xjoker-joaquin-phoenix

È un film che nonostante il suo approccio realista lascia spazio alla dimensione onirica e al conflitto tra realtà- finzione, oggettività-soggettività, invogliando a diverse chiavi di lettura destabilizzanti, soprattutto in seguito alla visione della sequenza finale. D’altronde evadere dalla realtà attraverso il sogno è l’unica vera risorsa dei pazzi. Sceneggiatura e regia evocano stilisticamente l’instabilità emotiva e la debolezza di raziocinio di chi è affetto da malattie mentali. Ad esempio la frettolosa accelerazione di ritmo che distingue la scoperta delle proprie origini è perfettamente funzionale a trasmettere il vortice emotivo in cui sprofonda il personaggio; i rallenti suggeriscono una percezione temporale distorta, o meglio soggettiva, e il senso di estraniamento dal mondo circostante. La fotografia presenta toni cupi e plumbei ed è accompagnata da una colonna sonora di toccante e lancinante intensità, che inquieta con la sua altisonante e malinconica gravità.

joker u

L’ambiguità di un sorriso sovrabbondante di dolore è l’essenza di un film dove gli opposti coesistono in modo scomodo e poco rassicurante. Dramma e commedia si confondono l’uno nell’altra, l’amara ironia di Joker e le sue battute macabre sono lo specchio di una percezione cinica della realtà, dove non esistono più limiti al dolore e ci si lascia abbagliare dalla necessità di una rivoluzione. Verso la fine Phoenix sembra trasformarsi in un Joker molto vicino per espressività e atteggiamenti a quello di Heath Ledger, di cui questa frase pronunciata in Il cavaliere oscuro sembra perfetta anche per il film di Philips: “Se introduci un po’ di anarchia…. se stravolgi l’ordine prestabilito… tutto diventa improvvisamente caos. Io sono un agente del caos. E sai qual è il bello del caos? È equo!” Ogni Joker simboleggia una ribellione sarcastica e violenta di coloro che vivono nell’abisso della sofferenza.

joker 33333

Joker è il crescendo di una tensione lacerante, che accumulatasi di scena in scena esplode in un finale dal sapore epico e quasi catartico, legittimando la definitiva e conturbante trasformazione del protagonista. Una parabola trasgressiva e indimenticabile; l’ascesa del male nato dal male. Il trionfo del cattivo gusto e dell’amoralità in un mediocre circo delle belle apparenze. Il caos che si impone nella sua torbida e perturbante bellezza.

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: